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Come ci viene insegnato fin da bambini, l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Con queste basi, non sorprende che ci sia una forte pressione a lavorare tanto e a guadagnare il più possibile per sentirsi realizzati. Tuttavia, questo modello non rende tutti soddisfatti.
Lavorare più ore possibili o inseguire continuamente uno stipendio più alto non è automaticamente la chiave per stare bene.
Raramente ci fermiamo a pensare che forse uno stipendio più alto potrebbe non servirci, se il prezzo da pagare è meno tempo libero, meno energie e più stress.
Viene quindi spontaneo chiedersi: ha davvero senso lavorare tutte le ore che lavoriamo? Ha senso inseguire un aumento a tutti i costi? O possiamo permetterci di rallentare un po’ e goderci di più la vita così com’è?
Fabio, un nostro utente, ci scrive a riguardo, perché è stanco delle ore di lavoro. Lavora spesso più del previsto, risponde ai messaggi anche la sera e fatica a ritagliarsi tempo per amici e famiglia.
Non è un caso isolato. Secondo l’indice europeo sull’equilibrio tra vita privata e lavoro, nel 2025 l’Italia si colloca al 26° posto.
Un dato che riflette settimane lavorative lunghe, straordinari frequenti e un equilibrio non sempre semplice tra carriera e vita personale. Non sorprende, quindi, che molte persone si sentano insoddisfatte del proprio rapporto tra tempo e lavoro.
Fabio è, dunque, combattuto. Ha uno stipendio più alto della media dei suoi amici. Guadagna 3.200 euro netti al mese. Sulla carta è uno stipendio che molti definirebbero “ottimo”. Gli permette di pagare le spese senza ansia, concedersi viaggi, qualche sfizio e mettere qualcosa da parte.
Non si sta chiedendo se il suo stipendio sia alto o basso. Si sta chiedendo se sia coerente con la vita che vuole.
Siamo abituati a pensare allo stipendio come a un numero da aumentare, ma raramente lo consideriamo qualcosa che possiamo ricalibrare in base ai nostri bisogni. Non solo si può chiedere di più, ma anche accettare di meno, se questo significa avere più tempo, meno stress, più energia.
Quindi, la vera domanda da porsi non è solo: “posso permettermi di guadagnare meno?”, ma: “di cosa ho davvero bisogno per sentirmi sereno? Soldi o tempo libero?”.
Quando puoi davvero permetterti di lavorare meno?
Se anche tu come Fabio pensi che più tempo libero possa essere quello di cui hai bisogno per dare una svolta alla tua vita, abbiamo qualche consiglio per te su come inseguirlo. Purtroppo, non tutti possono ridurre le ore da un mese all’altro, ma alcune condizioni rendono questa scelta più sostenibile di quanto si pensi.
Puoi iniziare a considerare di “allentare la presa” se:
Il punto non è solo quanto guadagni, ma quanto ti resta e quanto controllo hai sulle tue uscite.
Prendiamo di nuovo Fabio.
Guadagna 3.200 € netti al mese.
Se lavorasse 40 ore a settimana (160 ore al mese), il suo tempo varrebbe 20 € l’ora.
Lavorandone 50 (circa 200 ore), il valore scende a 16 € l’ora.
Lo stipendio totale è lo stesso, ma ogni ora vale meno.
Inoltre, Fabio ha un fondo di emergenza pari a 5 mesi delle sue entrate e una parte dei suoi risparmi investita. Questo significa che non dipende dal prossimo stipendio per affrontare un imprevisto.
Lo sapevi che gli esperti suggeriscono di avere un fondo di emergenza pari ad almeno 3 mensilità di stipendio per gestire eventuali imprevisti senza andare in difficoltà?
In una situazione come questa, ridurre le ore non significa mettere a rischio la stabilità, ma ricalibrare il rapporto tra tempo e denaro.
Quiz di recap: hai davvero le basi per ridurre le ore?
Prima di iniziare il quiz, un consiglio pratico: segnati quali sono le entrate fisse mensili e le spese ricorrenti (affitto, bollette, rate, abbonamenti) e quanto resta del tuo salario una volta coperte. Questo ti aiuterà a rispondere in modo più realistico.
Ora vediamo se hai chiaro i presupposti.
Per ogni domanda scegli la risposta corretta.
Il risultato
Se hai risposto correttamente alla maggior parte delle domande, significa che hai chiaro quando e perché si può ridurre il carico di lavoro senza mettere a rischio la stabilità finanziaria.
Se invece alcune risposte ti hanno messo in difficoltà, probabilmente non è ancora il momento di ridurre le ore, ma puoi lavorare sulla pianificazione per arrivarci.
Alla fine, non si tratta di scegliere tra soldi o vita privata come se fossero due estremi opposti.
Si tratta di capire quanto ti serve davvero per vivere sereno e quanto stai pagando, in termini di tempo, energie e relazioni, per mantenere il tuo stipendio attuale.
Per qualcuno ridurre le ore è impossibile oggi. Per qualcun altro è solo una questione di coraggio e pianificazione finanziaria.

Annamaria Malvestio ha studiato Finanza presso la Southern Denmark University. Ha iniziato la sua carriera nella finanza in Credem Banca ed attualmente è Junior Financial Analyst presso Intelligent Banker, dove aiuta i clienti a prendere scelte finanziarie intelligenti.
